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Commercio Equo e Solidale

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Il Commercio Equo e Solidale (CEeS) rappresenta una forma di Cooperazione allo Sviluppo fondata sulla creazione di rapporti commerciali paritari con i produttori del Sud del mondo per il miglioramento dei processi di autosviluppo e di autogestione.
Il Commercio Equo e Solidale, definito dalla Carta Europea come un “approccio alternativo al commercio convenzionale”, promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l'ambiente: il suo scopo è quello di riequilibrare i rapporti con i Paesi economicamente meno sviluppati, migliorando l'accesso al mercato e le condizioni di vita dei produttori svantaggiati, attraverso una più equa distribuzione dei guadagni.
Il Commercio Equo e Solidale rappresenta una relazione paritaria fra tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione: produttori, lavoratori, Botteghe del Mondo, importatori e consumatori. In contrapposizione allo sfruttamento della manodopera e delle risorse ambientali dei Paesi del Sud del mondo e alla rapina delle materie prime ad un prezzo imposto dalle imprese multinazionali, l'economia equa e solidale propone un tipo di commercio che considera centrali i bisogni dei produttori - artigiani o contadini - e delle loro comunità, rispettando al tempo stesso l'esigenza/diritto dei consumatori alla piena informazione su quelli che sono i termini, sociali ed economici, che accompagnano lo scambio.
In questo contesto si collocano le ATOs (Alternative Trade Organization), organizzazioni no profit che hanno lo scopo di creare le condizioni per un commercio equo tra i Paesi del Nord e del Sud del mondo. Il loro lavoro consiste nell’acquistare prodotti agricoli o artigianali da piccoli produttori (quasi sempre organizzati in forma di cooperativa o associazione) pagando per i prodotti prezzi che consentono loro di condurre una vita dignitosa. Le ATOs, dal lato della domanda, informano il consumatore riguardo i produttori ed i loro prodotti per mezzo di pamphlet illustrativi che accompagnano i prodotti venduti, presentazioni con diapositive, manifestazioni, riviste, convegni e corsi di aggiornamento; dal lato dell'offerta assistono i produttori nella loro educazione e addestramento professionale, nello sviluppo del prodotto, migliorandone il marketing nonché l'affidabilità e facendo in modo che essi condividano la specializzazione e l’esperienza acquisite fra di loro. Dagli inizi degli anni settanta, il modello di ATO fu adottato in varia maniera in Europa da molte organizzazioni e fino ad oggi si contano oltre 65 ATOs in tutta Europa che commercializzano secondo le modalità descritte


OBIETTIVI DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE
  • Promuovere migliori condizioni di vita nei Paesi economicamente meno sviluppati rimuovendo gli svantaggi sofferti dai produttori per facilitarne l'accesso al mercato
  • Divulgare, tramite la vendita di prodotti, informazioni sui meccanismi economici di sfruttamento, favorendo e stimolando nei consumatori la crescita di un atteggiamento alternativo al modello economico dominante e la ricerca di nuovi modelli di sviluppo
  • Organizzare rapporti commerciali e di lavoro senza fini di lucro e nel rispetto e valorizzazione delle persone
  • Promuovere i diritti umani, in particolare dei gruppi e delle categorie svantaggiate
  • Mirare alla creazione di opportunità di lavoro a condizioni giuste tanto nei Paesi economicamente svantaggiati come in quelli economicamente sviluppati
  • Favorire l'incontro fra consumatori critici e produttori dei Paesi economicamente meno sviluppati
  • Sostenere l'autosviluppo economico e sociale
  • Stimolare le Istituzioni nazionali ed internazionali a compiere scelte economiche e commerciali a difesa dei piccoli produttori, della stabilità economica e della tutela ambientale
  • Promuovere un uso equo e sostenibile delle risorse ambientali

IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE TENDE A GARANTIRE
  • Prezzo equo, tale cioè da consentire ai lavoratori ed alle loro famiglie il soddisfacimento dei bisogni essenziali ed un livello di vita dignitoso. Il prezzo viene preferibilmente stabilito insieme dal produttore e dall'importatore e non imposto dall'agente che si trova in posizione di maggiore forza, come avviene nel tradizionale mercato capitalistico
  • Piena dignità del lavoro, che vuol dire un ambiente di lavoro salubre e la non discriminazione sul lavoro di alcuni gruppi della popolazione (ad esempio donne o disabili); dignità del lavoro, inoltre, significa non accettare, in assoluto, il ricorso allo sfruttamento del lavoro minorile
  • Democrazia nel processo di lavoro, poiché tutti i prodotti provengono da comunità, villaggi e cooperative attente alla reale partecipazione alle decisioni da parte di tutti i lavoratori, favorendo così la loro responsabilizzazione; inoltre, non si ammettono divergenze eccessive nelle retribuzioni fra quanti ricoprono incarichi anche molto differenziati all'interno della struttura produttiva
  • Prefinaziamento dei propri partner commerciali, perché al momento in cui viene effettuato l'ordine l'importatore anticipa fino al 50% del pagamento complessivo, così da consentire ai lavoratori di far fronte alle loro esigenze, senza diventare ostaggi di usurai o intermediari locali, senza subire in pieno le oscillazioni dei mercati borsistici, senza vivere le incertezze legate alle difficoltà di collocazione delle proprie merci
  • Solidarietà, attraverso progetti di rilevante impatto sociale di cui possa beneficiare tutta la comunità (es. scuole, ospedali, miglioramento delle condizioni e delle tecnologie di lavoro, ecc.)
  • Trasparenza, perché il consumatore sia consapevole e pienamente informato di dove va a finire il prezzo che paga. A tal fine la gran parte dei prodotti sono accompagnati da schede che, in dettaglio, riportano la composizione delle varie voci di spesa che vanno a comporre il loro costo finale

BOTTEGHE NEL MONDO

Il principale canale distributivo del Commercio Equo e Solidale è costituito dalle Botteghe del Mondo, dove si trovavano prodotti importati attraverso canali commerciali alternativi: le Botteghe del Mondo vendono prodotti importati dalle ATOs, preparano materiale informativo sulle loro attività, organizzano manifestazioni e programmi educativi per le scuole, conducono campagne di lobbying. La maggior parte delle Botteghe operanti sul territorio italiano è organizzata in un'Associazione nazionale: nel 1991 si è costituita la ''Associazione Botteghe del Mondo'' ed il 24 marzo del 1996 è stato approvato dall'assemblea soci il Manifesto delle Botteghe, in cui sono espressi i criteri ideali ed organizzativi che queste ultime devono perseguire. La funzione dell'Associazione è quella di rendere le Botteghe italiane del Commercio Equo e Solidale soggetti sempre più consapevoli, di coordinare una serie di attività promozionali e di informare all'interno del circuito equo e solidale. Nel febbraio 1994, 15 Associazioni nazionali di Botteghe (che rappresentano quasi 3000 Botteghe del Mondo in Europa) di 13 Paesi hanno deciso di istituzionalizzare questa cooperazione costituendo NEWS! (Network of European World Shops), la rete delle Botteghe del Mondo europee. Le finalità di NEWS! sono lo scambio di informazioni tra le varie Associazioni nazionali, l'organizzazione di congressi biennali ed il coordinamento delle attività di base.
In base a quali criteri si può ritenere un prezzo equo?
Nel Commercio Equo e solidale sono i produttori stessi a determinare il prezzo del prodotto, il quale deve tenere conto non solo dei costi reali di produzione, comprensivi di materiale e lavoro impiegati, ma deve anche garantire loro il raggiungimento ed il mantenimento di un livello di vita dignitoso, sempre considerando la situazione ed il costo della vita nei Paesi in cui operano. Il prezzo talvolta include ulteriori margini (surplus) riconosciuti ai produttori per forme di assicurazione e per investimenti in progetti sociali autogestiti dalle comunità locali; altre volte i surplus riguardano coltivazioni che rispettano determinati criteri (per esempio, coltivazioni biologiche effettuate senza l'utilizzo di fertilizzanti chimici).
Il prezzo equo e solidale deve essere: trasparente, concordato, stabile, fisso

Le news di Commercio Equo e Solidale


29.09.2006
BAMBOLE SOLIDALI DAL MOZAMBICO 

Le donne mozambicane di Xinavane e Maputo coinvolte nel Progetto “Rete delle Donne Africane per la Pace, sono sempre più numerose: con il sostegno delle Rappresentanti della Rete per il Mozambico, Alda Mussassane Madede Munguambe e Paula Menete Tinga, le donne hanno iniziato a realizzare insieme bambole tradizionali del Mozambico.


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29.09.2006
PRODOTTI ARTIGIANALI DELLA RETE DELLE DONNE AFRICANE PER LA PACE 

E' disponibile on line il Catalogo 2006/2007 dei prodotti artigianali provenienti dai diversi Paesi coinvolti nel Progetto "Rete delle Donne Africane per la Pace"!


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06.06.2006
BOMBONIERE SOLIDALI: un gesto concreto di solidarietà e valore 

Nelle occasioni importanti, come battesimo, comunione, cresima, matrimonio e laurea, scegliete di condividere la vostra gioia non soltanto con i vostri cari, ma anche assieme a chi ha bisogno.

Fate di un giorno speciale della vostra vita
anche un atto d'amore verso il prossimo


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06.02.2006
REGALI SOLIDALI 

Ogni giorno può essere un’occasione particolare per operare un gesto solidale e dare un significato diverso al dono, trasmettendo un messaggio di solidarietà... una piccola azione o un pensiero inaspettato possono diventare un momento di condivisione di ideali di pace e solidarietà con i propri amici, con la famiglia, con chi si ama: si può imparare a donare agli altri la speranza di un futuro migliore...


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Il SEV Orione '84 è un'Organizzazione Non Governativa riconosciuta idonea a svolgere attività di Cooperazione allo Sviluppo
[Decr. Min. Affari Esteri 08/04/1991] - I contenuti del sito sono riproducibili purché ne venga citata la fonte.
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