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Formazione

LETTERA DAL CILE PER IL GENERALE DELL’OPERA DON ORIONE - 7 Aprile 2010
Pubblicato in data 09.04.2010

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Carissimi amici del SEV’84,

Vi riportiamo la testimonianza di Padre Roberto Simionato dal Cile, a seguito del verificarsi del sisma di alcune settimane fa:“Caro Don Flavio, dopo quaranta giorni dal terremoto che ha cambiato la realtà cilena per un bel po' di tempo, ti aggiorno sulla nostra vita. Man mano che passa il tempo alcune questioni si risolvono e altre si rivelano più gravi di quanto sembrava. La buona notizia della settimana é che con l'inizio della scuola a Los Angeles, i nostri 4000 allievi del Cile sono in classe. La scuola doveva iniziare il 1º marzo, proprio nel fine settimana del terremoto. - continua...

 



A Quintero iniziarono quasi subito. A Santiago, a metà marzo, pur abilitando 20 aule su 38. Per giugno o luglio dovrebbero essere pronte le aule mancanti; per ora si supplisce col doppio turno e allargando l'orario scolastico dalle 8 alle 19.

 A Los Angeles mancano all'appello un centinaio di allievi su mille. La cosa pare dovuta a problemi di abitazione: gente che si é spostata da parenti o é accampata altrove per sopravvivere. Si stanno rintracciando le famiglie per recuperare il più possibile i ragazzi per la scuola, in modo di dare normalità alla vita delle famiglie. In questo momento il Cile ha bisogno di segni di normalità. Tutti ci si impegna in questo. La gente é di buon animo, ma va aiutata.

Nella prima emergenza siamo stati presenti con la raccolta di viveri, vestiti, ecc. Le nostre parrocchie e scuole sono state centro di raccolta della Caritas. Allievi ed ex-allievi hanno fatto la loro parte come volontari. Ora tentiamo di risolvere non solo i problemi delle nostre case, ma continuare aperti alla comunità.
Il "Progetto Champa" per costruire abitazioni essenziali, ma degne, é partito bene. Il 12 marzo si é iniziato a Champa (vicino a Santiago) con un gruppo di 50 volontari (professori, alunni, ex allievi e laici di parrocchia).
In settimana santa un gruppo di una trentina di volontari sono stati a Los Angeles (500 km a sud di Santiago). In tutto si é costruito una decina di case, aiutati anche dalle gente del posto. Il governo parla di 40.000 famiglie che han bisogno di un casa di emergenza, per quanto provvisoria, per far fronte all'inverno che incombe ed é molto crudo. Governo e privati lavorano a full time, ma non basterà. Il nostro aiuto é necessario, anche se sappiamo che per quanto facciamo é sempre una goccia nel mare. Ma il mare é fatto di gocce.

Per le parrocchie la situazione é delicata. A Los Angeles il parroco é rimasto senza casa parrocchiale, senza ufficio e saloni. Ha rimediato un ufficio per la segreteria in fondo alla chiesa che ha resistito perché ristrutturata nel terremoto del '60.

La parrocchia di Santiago é messa molto male. Non é crollata perché ristrutturata dopo il terremoto del '85 che aveva buttato giù la cupola. Ma ora ci sono grossi danni ai muri e colonne portanti. Ci saranno ingenti lavori. Finora le celebrazioni si sono fatte nell'atrio, approfittando il tempo mite. Le celebrazioni massive della settimana santa sono state ospitate dalla grande palestra della scuola che nel frattempo era stata sistemata, non avendo subito danni strutturali. Da domenica prossima si farà la messa domenicale nella cappella del vicino collegio Mater Dei delle nostre suore, finché si riuscirà a fare i lavori necessari.
A Rancagua hanno sistemato nei diversi "hogares" i 30 anziani della parte vecchia (di adobe) del piano di sopra, accanto alla parrocchia. La Chiesa, dopo accertamenti rassicuranti, si é tornato ad usarla per le celebrazioni, pur essendoci lavori da fare quando si potrà.

Non abbiamo ancora una stima della spesa totale. Tanto per incominciare, abbiamo avviato lavori per l'emergenza dove non si poteva aspettare: Collegio di Santiago: circa 40 milioni, (80.000 dollari); Collegio Los Angeles: 32 milioni (64.000 dollari); la scuola conta con i fondi necessari; Parrocchia di Los Angeles: 12 milioni (24.000 dollari). Si parte con l'aiuto della vicina scuola e poi si vedrà; per Rancagua non abbiamo ancora preventivo di spesa. Per la parrocchia di Santiago, neanche. Sommando tutto, la spesa, in dollari, penso che arriveremo al milione.

In queste circostanze, cerchiamo di fare del nostro meglio. Certo, a confronto con quanto ha fatto Don Orione nel terremoto di Messina ed Avezzano, quel che noi facciamo sarà sempre poco, ma vogliamo ricordarci che siamo figli del "santo dei terremotati". Un caro saluto e sono molto contento della notizia del contributo. Son tentato di adattare il detto manzoniano caro a Don Orione: "La CEI la Provvidenza!".
Un abbraccio.

Roberto Simionato"



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