Home Page
 

News dal mondo

Diario di viaggio 2004: Uruguay
Pubblicato in data 20.04.2004

Versione per la stampa

“Il nostro arrivo a Montevideo è stato piuttosto movimentato, un temporale ci ha accompagnati da Buenos Aires all’altra parte del Rio De La Plata...”

20 aprile 2004

Il nostro arrivo a Montevideo è stato piuttosto movimentato, un temporale ci ha accompagnati da Buenos Aires all’altra parte del Rio De La Plata, un fiume che tanto fiume non e’ visto che ad attraversarlo da una sponda all’altra ci si impiega due ore e mezzo con un traghetto veloce. Per me Buenos Aires e Montevideo sembrano la stessa città divisa da un fiume: stessa cultura, stesse abitudini, stessa gente gaucha e ovviamente stesso mate. Il mate è una bevanda aspra che si sorseggia con una cannuccia infilata dentro il guscio svuotato di una zucca detto calabasa riempito d’erba. La differenza forse, tra Montevideo e Buenos Aires è che la prima non é riuscita a nascondere nelle vie del centro la crisi che l’attanaglia ormai da anni. La Capitale uruguayana appare una città sofferente, ansimante, in attesa di esalare l’ultimo respiro davanti ai suoi cittadini sofferenti.
Ritornando al nostro arrivo a Montevideo, usciti dalla dogana siamo accolti da un omone alto e barbuto, Padre Andreis, presidente del Progetto Gurisaes e da Padre Manuel, il direttore della casa. I due ci illustrano un po’ la situazione del posto, dove l’attività principale è il traffico di droga, ed uno dei punti di scambio e’ proprio davanti la casa che ospita il Progetto Gurisaes. E’ più di un mese che siamo in viaggio, eppure ogni volta che imbocchiamo un nuovo cammino, c’é sempre qualcosa di diverso da quello precedente.
Scarichiamo le valigie cercando di guardarci intorno per non dare troppo nell’occhio e andiamo ad occupare le nostre stanze. La mia dà sulla strada dove è normale, che ogni tanto, il silenzio irreale che regna nella zona venga squarciato da colpi di pistola.
A pranzo conosciamo gli altri membri della grande famiglia orionina che abitano in questa casa e tra questi c’e’ un giovane seminarista che si chiama José, una persona squisita. Lui si occupa della cucina, quindi molto gentilmente ci chiede se abbiamo delle preferenze…Carlos chiede qualsiasi cosa che abbia anche solo la parvenza di verdura, esausto per i chili di carne che abbiamo mangiato fin qui!!

Cinzia



22 aprile 2004

Eccomi qui, sono arrivata a Montevideo con la pioggia… All’aeroporto mi aspettavano Cinzia, Carlos, Fabrizio e ho subito conosciuto Padre Manuel. Il primo posto che ho visitato e’ stato il Cottolengo, situato nella zona chiamata La Floresta, una grande casa immersa nel verde con intorno tanti alberi di eucalipto che sprigionano un profumo intenso. Il mio sguardo è stato colpito subito dal sorriso e dall’affetto con il quale i ragazzi che vivono nel Centro ci hanno accolto. La realtà della vita di questa gente mi ha scosso notevolmente: ho visto case costruite con legno sottile molto instabili e strade impraticabili a causa della pioggia che aveva creato dei pantani immensi.
Ho visitato la scuola vicino al Cottolengo gestita dalle Suore. I bambini erano in classe a fare lezione. Appena ci siamo presentati parlando italiano hanno cominciato a ridere e a scherzare con noi!! Poi sono arrivata a Montevideo, ovvero alla Casa dei Religiosi accanto alla struttura del Progetto Gurisaes che mi ospiterà.
Ho subito avuto una riunione con i responsabili e la Coordinatrice del Centro che ci ha accolto illustrandoci le attività che i ragazzi svolgono nei laboratori di falegnameria e pasticceria. Ed è proprio nel taller di pasticceria che siamo stati rapiti dall’intenso profumo di dolci… e siccome la golosità era tanta, abbiamo assaggiato meringhe e pizzette salate, complimentandoci con loro e continuando a mangiare!! Il lavoro in questa settimana non e’ mancato, ci sono state riunioni con le diverse équipe che lavorano con i bambini e gli adolescenti del Progetto.
Poi abbiamo visitato il Cottolengo di Montevideo gestito da Padre Fabian. La casa è circondata da un grande parco con alberi e animali da cortile. Appena entrata ho avuto un brivido lungo la schiena: le persone che vivono qui nonostante le gravi difficoltà psichiche e motorie hanno un sorriso ed una gioia contagiosa, si aiutano l’uno con l’altro e ti accolgono sempre con baci ed abbracci… la cosa che mi e’ rimasta nel cuore e’ stato l’abbraccio di un bambino… i suoi occhi ed il suo sorriso non avevano bisogno di parole. Qui le persone sono accudite con amore e per ognuno di loro c’e un attenzione particolare. Padre Fabian si prende cura costantemente di tutte le persone che vivono nella struttura, e l’affetto che ha per ognuno di loro, e’ davvero speciale… come speciale sarà tutto quello che scoprirò qui…

Federica



26 aprile 2004
Con Federica ci stiamo dividendo il lavoro, tra qualche giorno lei dovrà fare tutto da sola perché io e Carlos partiamo alla volta del Cile, quindi stiamo cercando di renderle le cose più semplici. Una mail da Roma, dai grandi capi, ci cambia i piani. La mail dice: “Dobbiamo presentare un Progetto entro il 30 aprile”!! Mancano pochi giorni, dobbiamo fare il solito tour de force, per consegnarlo entro la data di scadenza!! Per fortuna a Roma ci sono Luca e Ilaria che cercano di dare un senso al fiume di informazioni e dati che per qualche giorno inonderà loro caselle mail! Con Carlos ci dividiamo i compiti: lui è il professore e a lui tocca la parte più tecnica (e noiosa!!) dello schema finanziario. Ci rimbocchiamo le maniche e iniziamo! A me spetta il compito di comunicare ai responsabili della casa di Montevideo che dobbiamo fare un Progetto con loro e che quindi abbiamo bisogno della loro collaborazione e disponibilità. Io e padre Andreis andiamo in giro a cercare i preventivi di tutto quello che chiedono nel Progetto. Carlos si occupa della parte architettonica del Piano finanziario, mentre Federica iniziato a raccogliere tutti i dati utili. Questo lavoro é del tutto imprevisto, Federica è stata catapultata d’improvviso dentro un Progetto senza nemmeno avere il tempo di rendersene conto... ma anche se faticoso tutto questo le é servito molto. Dopo cinque giorni nei quali lavoriamo giorno e notte, il giorno 25 aprile consegnamo il Progetto!! Luca e Ilaria lo confezionano e lo spediscono.
Qui il nostro compito per il momento è finito. Lasciamo tutto a Federica la quale continuerà ad informarci e a lavorare con noi via mail. Io e Carlos ci godremo un giorno di meritato riposo a spasso per le strade di Santiago visto che dobbiamo aspettare i ragazzi, Goffredo e Marco, che arriveranno il 27 aprile insieme a Don Casarin.
Ebbene si sono quasi arrivata alla fine di questo viaggio, di questa esperienza meravigliosa che ho avuto la fortuna di condividere con le ragazze del corso, con Carlos e con Fabrizio che il 19 aprile ha messo tutte le sue sensazioni, ricordi, emozioni e risate nella valigia ed é ripartito per Roma, pronto a ricominciare la vita di sempre. Roma… un po’ mi manca, soprattutto mi mancano le mie cose, i miei spazi, la mia casa... eh si inizio ad essere un po’ stanca.
Hasta Pronto!!!!

Cinzia



3 maggio 2004

Sono passate già due settimane e io ho ancora tanto da scoprire. Ogni giorno incontro persone nuove con cui parlare e scambiare informazioni preziose. Ogni giorno qui e’ speciale e difficile allo stesso tempo.
Sto frequentando assiduamente il Progetto Gurisaes, e ho partecipato con i bambini al laboratorio di Teatro. Ho interagito con loro e con l’insegnante, e’ stata una bellissima esperienza, conclusasi con la richiesta da parte di un bambino di pranzare tutti insieme nel refettorio! I bambini che sedevano accanto a me non hanno mai smesso di farmi domande, mi hanno chiesto di tutto ed io con il mio spagnolo a volte incerto ho cercato di rispondergli al meglio. Alcuni di loro ridevano e mi correggevano, erano divertiti dalla mia pronuncia. Prima che io li lasciassi, uno di loro si e’ avvicinato dicendomi “non ti preoccupare te l’ho insegno io lo spagnolo”!!
Il lavoro non manca, ci sono Istituzioni pubbliche e private alle quali rivolgersi per avere più informazioni possibili, c’e’ sempre da correre per non perdere neanche un attimo… perché qui anche gli attimi sono preziosi, come preziose sono le persone per cui si lavora… basta incrociare i loro piccoli sguardi, anche solo per un momento, per capire quanto sia importante fare l’impossibile per loro… Alla prossima dall’Uruguay!!

Federica



18 maggio 2004

I giorni volano, l’inverno incalza, la pioggia la fa da padrone… ma io continuo... ora ci si è messa anche la gripe, l’influenza. Io però ho deciso di rimanere un'altra settimana, le cose da fare sembrano proprio non finire mai, e io del resto non voglio lasciare niente di intentato. Qui nella casa tutti mi viziano moltissimo!! Questo week-end sono stata a Mina, una cittadina non lontano dalla costa. Nel tragitto ho ammirato l’oceano e le spiagge, uno spettacolo stupefacente… E’ davvero un posto unico, come unica e’ stata la giornata trascorsa con Padre Manuel e José.
Il lavoro continua, gli appuntamenti si susseguono grazie anche alla disponibilità degli Enti statali e internazionali con i quali ho avuto a che fare. Le persone qui sono sempre gentili e cordiali, anche se stabilire dei contatti duraturi non è difficile.
I giorni volano e il giorno della canonizzazione di Don Orione è arrivata!! L’emozione è alle stelle, è l’alba di domenica mattina e qui c’è anche Padre Amilar venuto appositamente dalla Floresta per seguire l’evento. Siamo sintonizzati con Piazza S. Pietro e per un attimo sembra quasi di stare in mezzo a quella folla che gioisce. Anche qui vicino alla Cattedrale c’è una folla molto speciale… sono i ragazzi del Cottolengo maschile e femminile, i bambini del Proyecto Gurisaes che con la loro semplicità e unicità hanno commosso tutti mostrando anche alla televisione presente all’evento, l’autenticità e la concretezza dell’Opera di Don Orione. Questo Paese non finisce mai di stupirmi, come non finiscono mai di stupirmi i Padri religiosi che sono con me!
Ormai sono agli sgoccioli, vorrei che tutte queste sensazioni non finissero mai, oggi c’è il primo arrivederci ed è quello con Padre Manuel… il suo forte abbraccio ed il suo sguardo non hanno bisogno di parole. Il secondo saluto è con i bambini ed i responsabili del Proyecto che mi hanno regalato un barco artigianale, facendomi commuovere ancora una volta…
Le valigie sono piene anzi stracolme di materiale… alla fine riesco a sistemare tutto, e mi godo la mia ultima cena con José… le risate ci accompagnano per tutta la serata e l’addio sembra quasi non arrivare. Nella cocina, luogo di chiacchiere e confidenze, di cene frugali e di spuntini, le lacrime stanno per uscire ma riesco a trattenermi. L’aeroporto ormai è vicino... il cuore lo lascio qui… poi tornerò a prenderlo… Roma sto tornando!!

Federica



Versione per la stampa

Indietro

Il SEV Orione '84 è un'Organizzazione Non Governativa riconosciuta idonea a svolgere attività di Cooperazione allo Sviluppo
[Decr. Min. Affari Esteri 08/04/1991] - I contenuti del sito sono riproducibili purché ne venga citata la fonte.
sito realizzato da
Snoopers