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| News dal mondo UN NATALE... EXTRA Pubblicato in data 16.01.2006 Versione per la stampa Appunti di viaggio dal Mozambico
motto della Scuola Santa Rita da Cascia di Xinavane “Sono stati molti gli italiani che nell’ultimo Natale hanno varcato le patrie frontiere: tra questi ci sono anch’io! Sono andato per tre settimane al caldo (fino a 32°) in Mozambico, a celebrare Gesù che viene nel Natale “in una grotta, al freddo e al gelo”… Perché proprio il Mozambico? A Xinavane, nella Provincia di Maputo, Capitale del Mozambico, risiede e lavora da tre anni in una scuola, mia sorella maggiore, Sr. Maria Letizia, delle Figlie della Carità di Partito da Milano Malpensa alle 13.00 di mercoledì 21 dicembre, via Lisbona sono arrivato a Maputo alle 10.30 del 22, dove ero atteso da mia sorella Maria Letizia e da altre due Consorelle della sua Comunità di Xinavane: è iniziato così questo viaggio in terra africana, che mi ha portato a visitare mia sorella e la scuola dove lavora attualmente e ad incontrare i Confratelli dell’Opera di Don Orione che operano da tre anni in una Parrocchia della periferia nord di Maputo. Nei giorni di permanenza ho potuto vedere La scuola, sostenuta da un gruppo di amici italiani, si trova a Xinavane, distante dalla Capitale 130 km: è nata 13 anni fa letteralmente sotto gli alberi, per accogliere i ragazzi che erano esclusi dalla scuola pubblica perché avevano ormai superato l’età per frequentarla. Negli ultimi anni è stata preparata un po’ alla volta la struttura, fino ad arrivare nel 2005 alla costruzione di 4 nuove aule scolastiche, una sala per gli insegnanti, la biblioteca, due zone coperte che servono come punti di incontro. Sono stati costruiti anche 6 servizi igienici, indispensabili ai tanti allievi che frequentano Gli alunni nel 2005 erano 954 - 473 maschi e 481 femmine - divisi in due turni diurni, dalle 6.50 alle 12.00 e dalle 12.45 alle 17.30, e in un turno serale, comprendente ragazzi di oltre i 13 anni e adulti, spesso genitori degli alunni diurni, con preferenza per le mamme, con corsi triennali di alfabetizzazione per 110 alunni. Gli Insegnanti sono 24, di cui 2 suore, in 20 aule scolastiche. Ciò che caratterizza la scuola è che circa il 70% dei bambini frequentanti è costituito da orfani o abbandonati dai genitori: vivono a Xinavane con nonni, zii, fratelli o vicini. I padri sispostano nel vicino Sudafrica per lavoro, dimenticando famiglia e figli… le mogli si sposano con altri uomini e molte volte lasciano i figli nati dalla precedente relazione. Di conseguenza la situazione familiare è molto provata e anche il rendimento scolastico degli alunni ha i suoi limiti, proprio perché c’è carenza su tutti i fronti: affettiva, alimentare, di figure genitoriali che non li accompagnano ad un futuro sereno. Il Ministero dell’Educazione, visti i progressi della Scuola S. Rita, ha concesso di continuare con la scuola secondaria cha va dall’8^ alla 10^ classe, e così altri alunni si aggiungeranno nel 2006: questa attività promossa e gestita dalla Figlie della Carità, ha dato a tanti ragazzi la possibilità di frequentare la scuola vicino a casa, mentre prima molti di loro, per aver superato l’età o per la carenza di strutture scolastiche sul territorio, erano praticamente esclusi dalla formazione scolastica, propedeutica all’inserimento nella società. Ora la questione dell’età si sta normalizzando e nel 2005 è iniziata la pre-scuola (la nostra “primina” di un tempo) accogliendo i bambini di 5 anni per iniziarli presto alla socializzazione e al ritmo pedagogico-didattico. Durante la mia permanenza ho avuto l’occasione di incontrare gli Insegnanti, riuniti per lo scambio degli auguri natalizi e di Capodanno: come “strenna” natalizia è stata offerta loro la Bibbia. Ho anche partecipato e concelebrato la Messa della Notte di Natale con il Parroco, un argentino di origini napoletane, rientrato pochi giorni dopo in Argentina. La celebrazione è stata preceduta da una rappresentazione biblica dei giovani della Parrocchia sull’annuncio della venuta di Cristo. Sotto il “benefico” influsso di 8 ventilatori, la messa è stata ben partecipata, ricca di canti in changana, la lingua locale, con alcune danze tipiche di ingresso, offertorio, della pace e dopo la comunione: anche i bambini presenti hanno mostrato una attenzione profonda alla celebrazione. Durante il mio viaggio ho potuto prendere visione anche di un’altra attività portata avanti dalla Comunità Religiosa delle Suore di Ho potuto trascorre anche alcuni giorni nella Comunità Orionina con Padre José, brasiliano e con Padre Enrico, originario dei dintorni di Monza (in Comunità c’erano anche tre seminaristi). Sul territorio della Parrocchia si incontrano una Sala del Regno, un salone dell’Esercito della Salvezza… Il cortile dietro la chiesa è ben sistemato e pieno di ragazzini intenti a giocare in vari giochi (compreso un calcetto asfaltato). Chiara è l’estrazione povera della gente: per strada si incontrano diversi banchetti dove, soprattutto le donne, cercano di vendere frutta, oggetti vari, abiti e scarpe usati… daqualche container escono casse di bottiglie della Coca Cola… Mi sono fermato due giorni nella Parrocchia ed ho avuto la possibilità di presiedere La Parrocchia sta decollando anche con diverse attività tipicamente parrocchiali ed associative: oltre alla catechesi ci sono gruppi di preghiera e caritativi. I Padri sono conosciuti in Diocesi: Padre José, il Superiore, ha insegnato Spiritualità in Seminario. Come è d’uso la Comunità, che dipende dalla nostra Provincia Religiosa che ha sede a San Paolo in Brasile, si sta guardando attorno per organizzare altre attività, che potrebbero impegnare la Comunità di Don Orione nell’ambito giovanile-vocazionale e nel settore della carità. Si tratterà di attività che impegneranno ancora di più questi missionari, e altri che verranno nel futuro, per abbracciare sempre di più la realtà mozambicana che procede, anche se lentamente. La realtà delle Figlie della Carità di Hi ta vonana, adeus, arrivederci Moçambique!
Don Oreste Maiolini
La foto ritrae 4 studenti delle classi "alte" che eseguono un pezzo musicale con gli strumenti che Valentina ed Enrico hanno portato e lasciato a Xinavane nel loro viaggio di nozze a settembre-ottobre 2004 e che, da bravi "bandisti", hanno insegnato ad usare ai ragazzi!
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