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| News dal mondo IL MIO BRASILE Pubblicato in data 13.02.2006 Versione per la stampa Brasile, San Paolo. La maggior parte delle volte si sente parlare di questo Paese solamente sottolineando i suoi aspetti negativi: bambini di strada “meniños de rua”, uomini di strada “muradores”, malavita, prostituzione… "Il mio desiderio di poter fare un’esperienza in questo grande Paese è sempre stata molto forte, anche se non posso negare il timore nell’affrontare questo tipo di realtà! Mi sono finalmente fatta coraggio, ho così cominciato ad informarmi, ho chiesto ai responsabili del Centro Don Orione di Chirignago se conoscevano qualche Padre in Brasile che potesse ospitarmi per fare esperienza. E così il 9 luglio sono partita dall’aeroporto di Venezia assieme ad altri tre compagni d’avventura (Alessandro, Francesca e Francesca). Dopo un viaggio che sembrava non finire più e 5 ore di diversità di fuso orario, siamo arrivati all’aeroporto di San Paolo. Ad accoglierci, oltre al freddo (cui non eravamo abituati) c’era Padre Andrea, orionino, Padre provinciale del Brasile Sud, nonché nostro insostituibile punto di riferimento in terra brasiliana. Il primo impatto è stato di un caos incredibile! San Paolo è davvero grande: palazzi immensi, una ragnatela incredibile di strade e un continuo viavai di gente… Al confronto mi sentivo una formichina!!! La nostra parrocchia di riferimento era “Nostra Signora Achiropita”, ma eravamo ospitati nella Per quanto riguarda i meniños de rua (che sono davvero tanti e tutti meravigliosi), c’è un centro dove possono trascorrere le loro giornate, andando a scuola al mattino e poi svolgendo diverse attività: musica, pittura, gioco (l’immancabile calcio…): abbiamo scoperto i nuovi talenti del calcio brasiliano… Tutto questo fino alle 5.00 del pomeriggio concludendo con un momento di preghiera tutti assieme e poi tutti a casa!!! Già a casa, è incredibile vedere bambini di 5, 6, 7 anni viaggiare soli per l’immensa San Paolo, sembrava proprio venissero risucchiati, si perdevano in quella moltitudine di strade, entravano in uno di quei giganteschi palazzi, attraverso una porta e dentro quella stanza chissà quanta gente ci abitava e il bagno in comune con altre 4, 5, 6 famiglie. Già davvero incredibile, ma vivono davvero così purtroppo! Per quanto riguarda i muradores, l’Opera Don Orione ha un’altra struttura dove vengono svolte altrettante attività: la mensa per i poveri, farmacia, assistenza sociale, alfabetizzazione, artigianato, biodanza per anziani. Noi ci siamo occupati principalmente della distribuzione dei pasti in mensa; circa 160 colazioni e 160 pranzi. La cosa più sconvolgente è che questi “uomini di strada” non sono solamente uomini ma anche ragazzi di 20-25-28 anni con figli di 14-15 anni che vivono per strada. Qualcuno di buona volontà cerca, per quanto possibile, di trovare anche qualche lavoretto, ma la maggior parte di loro vedendo che comunque gli viene dato il pasto si adagia, infatti è abbastanza facile trovare persone sedute sui gradini delle chiese, sdraiati per terra o sulle panchine dei giardini che dormono, e poi ti accorgi che sono le stesse persone alle quali qualche ora prima hai distribuito da mangiare. Ci è stata proposta anche una settimana di “missione popolare” ossia la benedizione delle case, subito sono rimasta a bocca aperta e un po’ confusa e mi sono chiesta “Ma anch’io posso benedire le case?”. La titubanza era molta, ma poi si è rivelata un’esperienza indimenticabile e meravigliosa. Dopo 10 ore di macchina, da San Paolo ci siamo spostati a Vila Velha, nello stato di Spirito Santo, la parrocchia che ci ospitava era di “Santa Paolina” con delle persone molto accoglienti. Il nostro “lavoro” consisteva nell’entrare di casa in casa, benedire la famiglia, pregare assieme e stare con loro. E’ stato davvero bello poter conoscere tutte queste persone ognuna con delle situazioni diverse, ma tutte con un’incredibile gioia e serenità. Queste sono solamente alcune di tutte le esperienze che abbiamo vissuto in terra brasiliana, ma una cosa che mai dimenticherò e che ho imparato da loro è Giorgia Agostini Articolo pubblicato su "Don Orione Oggi" di febbraio 2006, pagg. 16-17 Versione per la stampa Indietro |
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